Lara Montanari

il volto, le mani e il cuore dietro A mio nodo

Nasco al mare, in Liguria, all'imbrunire di una calda giornata di luglio sotto il segno del leone. In quell'anno la canzone che spopola in tutte le radio è Rhythm is a dancer degli SNAP! e penso che questo, volente o nolente, influenzi il mio amore per la musica ed il ballo. Da piccola la mia trasmissione tv preferita è Art Attack: se adesso mi guardo indietro capisco che tutti quei litri di colla vinilica impiegati in qualche attacco d'arte, erano semplicemente il preludio di quello che faccio oggi :-)

A scuola i professori mi riprendono spesso perché chiacchiero con il vicino di banco, ma subito dopo gli studi parto alla scoperta del mondo e vado a lavorare nei villaggi turistici dove capisco che quello che in alcuni ambiti viene ritenuto una pecca, in altri risulta essere molto positivo.

Viaggio, ballo, recito, creo e chiacchiero tantissimo in questi anni. Incontro un sacco di persone bellissime provenienti da diverse parti del mondo e la mia mente si apre sempre di più. In Grecia conosco Marc e a fine stagione decidiamo insieme di andare a vivere alle Canarie, per evitare che la cultura italiana e quella tedesca prendano troppo velocemente il sopravvento su una nuova coppia che si sta ancora conoscendo e parla solo in inglese. A Fuerteventura faccio l'accompagnatrice turistica e mi diverto un sacco. Nel tempo libero faccio anche un corso come organizzatrice di eventi perché "non si sa mai!".

Dopo due anni di isla bonita ci trasferiamo in Italia insieme al nostro gatto Chico ed io inizio a lavorare come receptionist in un hotel ad Alassio. Un giorno mentre faccio scroll sui social vedo una ragazza in Inghilterra che vende dei portapiante in corda fatti a mano da lei, e da brava leone quale sono penso subito "ma io potrei farli meglio!".

Vorrei raccontarvi che questa passione è stata trasmessa da mia nonna o qualche altra storia romantica, ma la verità è che il mio insegnante è stato Internet. Tante ore passate davanti allo schermo a provare e riprovare, chilometri di corda sprecata e molteplici calli sulle dita sono solo alcuni degli ingredienti che oggi mi permettono di capire a colpo d'occhio quali nodi vengono utilizzati in una determinata opera.

L'arte del macramè e più nel dettaglio il movimento che fanno le mie mani mentre intreccio, mi portano a viaggiare pur rimanendo nello stesso posto. Potrei farvi capire meglio paragonandolo a un mandala da colorare: le dita vanno da sole compiendo un movimento ciclico e un senso di tranquillità riempie la stanza. Con le mie creazioni voglio riportare in luce un'arte antichissima che oggi più che mai si distingue dal resto con originalità, raccontandovi una storia e cercando di far viaggiare anche voi con me.


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